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mercoledì 3 agosto 2011

Rinvasare le piante grasse.


Prendersi cura delle proprie piante, è un’attività che non può essere sottovalutata o “rimandata”. Quando decidiamo, quindi, di dare sfogo al nostro pollice verde, dobbiamo allora considerare tutta una serie di aspetti da portare avanti con impegno e passione. Per molti, coltivare una piantina è quasi come essere genitori; il paragone può sembrare azzardato, eppure, comporta parimenti tempo e pazienza prima di vederne i risultati, che non sempre saranno visibili nell’immediato.
Se, quindi, ci è stata data in dono una piantina grassa e vorremmo prendercene cura, nonostante la nostra poca esperienza in materia di giardinaggio, il mio primo consiglio è indubbiamente quello di chiedere un parere al vostro fiorista di fiducia.
In questa guida, tuttavia, ciò che vi illustrerò sarà una serie di utili consigli su come effettuare una pratica importantissima per la sopravvivenza delle nostre compagne di vita “vegetali”: il loro rinvaso. Nonostante le piante grasse non amino molto essere “disturbate”, il rinvaso rappresenta ugualmente un passaggio importante della vita di qualsiasi pianta da vaso.
Quando le piante in vaso crescono, si deve così procedere ad una sostituzione del vaso che le ospita, poiché le radici non avranno più spazio a sufficienza oppure perché il terreno si è ormai impoverito. In quest’ultimo caso, infatti, il rinvaso può avvenire anche per le piante adulte, per le quali verrà utilizzato lo stesso vaso, ma con l’aggiunta di nuovo terriccio.
  • Per quanto riguarda il periodo scelto per rinvasare le vostre piante, quello consigliato è sicuramente la stagione primaverile, ovvero quando la pianta riprende a crescere; tuttavia, conoscere bene il ciclo vegetativo della pianta che avete deciso di curare, vi permetterà di sapere con esattezza anche quando sarà il periodo ottimale per procedere con questa importante operazione.
  • Fate attenzione a non rinvasare piante malate, poiché tale operazione potrebbe causare in loro maggiore stress provocandone la morte.
  • Allo stesso modo, prestate attenzione a non rinvasare una pianta ancora troppo giovane in un vaso eccessivamente grande. Questo errore, potrebbe infatti sfavorire la crescita della nostra piantina, poiché si troverebbe ad affrontare un “cambiamento” enorme. La scelta del vaso di dimensioni adeguate (appena superiore a quello che andremo a sostituire), ha un’importanza da non sottovalutare! Ovviamente in commercio esistono svariati tipi di recipienti, di forme, colori e materiali differenti. Quelli in terracotta, per esempio, sono indicati per piante di grandi dimensioni poiché, in seguito alla loro pesantezza, saranno in grado di sorreggere la pianta stessa, senza quindi sbilanciarla o farla addirittura capovolgere. Inoltre, il materiale di tali vasi consente all’acqua in eccesso di essere assorbita dalle pareti ed eliminata per evaporazione. I vasi in plastica, più economici rispetto ai precedenti (e quindi più venduti), possono essere facilmente ripuliti, ma hanno la grande pecca di limitare la respirazione della terra, per cui bisognerà prestare molta attenzione nella fase di annaffiatura per non creare un ambiente troppo umido; tali recipienti, sono consigliati in particolare per piante di piccole dimensioni. Per piante ancora più grandi e destinate ad un ambiente esterno, esistono infine i vasi in cemento, simili nelle caratteristiche a quelli in terracotta ma, ovviamente, di peso maggiore e quindi difficilmente spostabili.
Nella seconda parte della guida, passerò ad illustrarvi quelle che sono le fasi vere e proprie relative al rinvaso delle vostre piantine grasse.