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venerdì 6 maggio 2011

NIENTE DIVIETI PER IL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO

La presenza di animali domestici all'interno degli appartamenti è in costante aumento come lo sono le liti condominiali sul tema. Cani e gatti fanno litigare i vicini in media ogni 12 minuti e un caso su quattro finisce davanti al giudice.
Ecco perchè spesso molti condomini vietano con i loro regolamenti la presenza di animali nello stabile. Ma adesso non può essere più così.
I giudici della Corte di Cassazione, con la sentenza deò 15/2/2011, n. 3705, hanno stabilito che per vietare la presenza di animali all'interno di una abitazione privata in un condominio e nelle parti comuni dello stesso occorre l'unanimità nelle decisioni dei condomini, ferma restando la responsabilità civile del proprietario (o detentore) per qualunque danno cagionato dall'animale.
Per decidere l'allontanamento, quindi, non può essere sufficiente una delibera dell'assemblea approvata a maggioranza semplice ma occorre l'unanimità dei consensi. Con la sentenza i giudici hanno "cassato" la posizione della Corte d'Appello che, contrariamente aveva ritenuto che fosse sufficiente una modifica assembleare al regolamento ordinario.
In base alle sopra esposte considerazioni è stata confermata la nullità della delibera assembleare con cui l'assemblea aveva disposto la modifica del regolamento relativamente alla parte in cui veniva previsto il divieto di tenere animali in casa. Pertanto ci auguriamo che, grazie alla pronuncia della Suprema Corte, si sciolga quest'annoso dibattito, spesso utilizzato semplicemente come pretesto per liti e dispetti fra condomini, e si giunga a una bonaria risoluzione delle controversie sul tema. continuando a dare la possibilità agli animali di assolvere il loro compito: rendere felice i propri padroni.